Un’amica aveva due poltroncine molto graziose ma la sua micia aveva distrutto la tappezzeria così mi ha chiesto di rivestirle nuovamente e questo è il risultato.



Un’amica aveva due poltroncine molto graziose ma la sua micia aveva distrutto la tappezzeria così mi ha chiesto di rivestirle nuovamente e questo è il risultato.



In questo articolo le foto degli abiti eseguiti da me, per la sfilata di Abano Terme al Teatro Polivalente
Oggi ho eseguito per una mia cliente una vestaglia in pile bianco rifinita con raso



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Credo che con le mani si possa fare solo poesia”
A Monteortone, di Abano T. , ANNA terrà CORSI di SARTORIA e CUCITO.

Anna Sinigalia
E’ il momento che il ruolo della donna si riconfermi, per riprendere quelle attività che da sempre le donne hanno espresso in silenzio con grazia, emozioni e tanta, tanta bellezza e femminilità.
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C’è stato un tempo in cui abiti e biancheria si facevano cucire dalla sartina del paese, tempo in cui possedere una macchina da cucire di quelle a pedali o a manovella era un lucente simbolo di progresso e di libertà economica.
La figura della sarta era comune e presente in tante case.
Nell’immediato dopoguerra era obbligatorio per tutti riutilizzare e recuperare sotto altre forme, abiti e tessuti.
Queste donne avevano di solito una stanzetta, per misurare i capi, con un tavolo dove tagliare le stoffe, e il ferro da stiro in un primo tempo a carbone poi elettrico.
Tante sono state le giovani bambine che venivano mandate prestissimo per essere avviate all’arte di un mestiere, e preso in mano ago e filo, apprendevano a fare orli con punti piccolissimi e tutti uguali senza pungersi le dita.
Si imparava a fare l’orlo a giorno per le lenzuola e il gigliuccio.
Le signore arrivavano per farsi lo stesso vestito visto in vetrina in un negozio elegante o in una rivista di moda.
Nell’irresistibile anima vintage che esiste in ognuno di noi non si può cancellare tutta questa arte che porta alla mente preziosi ricordi di un mondo femminile dove era praticamente impossibile trovare una donna che non sapesse cucire, ricamare, fare di maglia e uncinetto.
Tempi in cui ragazze umili credevano in se stesse per merito di un epoca il cui valore era imparare.
La povertà non era un deterrente alla voglia di riuscire a migliorare.
Importante era un valore che adesso sta diventando raro: il rispetto e la stima del sapere, di chi era in grado di insegnare con passione come con le mani si può creare.
Ogni singola stoffa veniva tagliata, imbastita, man mano che si cuciva veniva stirata, si facevano prove, si correggevano errori e imperfezioni con gli spilli, tutto veniva confezionato su misura.
Buffo se pensiamo al numero esiguo che oggi è in grado di attaccare un bottone.
<<Credo che con le mani si possa fare solo poesia>>
Il lavoro delle mani è costruire, sono il punto di transizione tra la sensorialità del corpo e la elaborazione della coscienza.
Con le mani si associano tutti i mestieri antichi che oggi sembrano diventati poco attrattivi per le giovani generazioni.
Nei nostri giorni sono sempre più rare le figure femminili che sanno fare le sarta ma qualcuna ancora c’è che ha fatto di questo mestiere una passione di vita ed è un valore inestimabile.
E’ il momento che il ruolo della donna si riconfermi, attraverso dei corsi di sartoria e cucito per riprendere queste attività che hanno aiutato sempre a creare in silenzio per esprimere grazia, emozioni, e tanta, tanta bellezza e femminilità.